Da postalmarket ai giornaletti porno..

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Il titolo completo sarebbe questo: da postalmarket ai giornaletti porno fino a youporn.. passando per il tasto FF del videoregistratore VHS: ecco la vera storia di un classico segaiolo italiano dalle origini fino all’era del porno online inflazionato!

Ma che caz.. ?#!>@

Bei tempi quando ci si segava allegramente guardando le foto di intimo su postalmarket! Avevo 11 anni e ricordo ancora quelle pagine che profumavano di inchiostro da stampa cariche di donne che indossavano splendidi completini intimi che lasciavano quasi tutto all’immaginazione .. e, sorprendentemente, questo ci bastava! Ah, quante pagine incollate dalle prime sborrate e che grandissima soddisfazione guardare quelle mutandine sexy su così tanti corpi di donne da perdersi in un mondo di fantasie sessuali inconfessabili! Apro una parentesi: una cosa assurda che ricordo di postalmarket è che vendava un vibratore e lo spacciava per massaggiatore facciale: nell’immagine si vedeva una donna sorridente che appoggiava sul viso un oggetto che aveva la forma e le dimensioni di un cazzo stilizzato, andava a batteria e vibrava proprio come i dildo che si compravano – e tutt’ora si comprano – nei sexy shop.. ma quelli del celebre semestrale, ormai passato alla storia come la nave scuola dei segaioli in erba, erano furbi e sapevano bene che le signore avrebbero riconosciuto la funzione reale di quell’oggetto così poco misterioso che, pur volendolo far passare come un rimedio per le rughe del viso, altro non era che un vibratore per la figa delle antenate delle milf italiane avvezze alla masturbazione solitaria!

rivista-porno-anal-sexIl passaggio da postalmarket ai giornaletti porno è stato del tutto naturale e per niente traumatico, anzi, direi alquanto educativo.  Ero sulla soglia dei 13 anni – lo so, un vecchietto rispetto ai giovani di oggi! –  e il barbiere del quartiere era solito tenere una pila di giornaletti porno, alcuni a fumetti, altri vere e proprie riviste hardcore a colori, sotto qualche quotidiano sportivo. Ah, quanta fatica per vedere uno straccio di figa pelosa stando attento a non farmi beccare dal quel tizio dalla faccia severa che ogni tanto buttava l’occhio verso lo specchio per vedere cosa accadeva dietro di lui. La mia prima figa a colori l’ho vista proprio lì, nella bottega del barbiere, spulciando com un ladro tra quelle riviste consumate e strapiene di scene di sesso che fino a quel momento avevo solo immaginato! E quell’immagine esplicita, bellissima e al tempo stesso sconvolgente, di una vagina pelosa mi bastò per mesi e mesi di autoerotismo adolescenziale.. fino al momento in cui, ormai giovanotto con i baffetti radi, trovai il coraggio di comprare il mio primo giornale hardcore dal tabaccaio lontano 2 km da casa mia.. al quale, malcelando il mio immenso imbarazzo, chiesi a mezza voce: scusi, mi da l’ultimo numero di ANAL SEX?!